cappello di rafia – uncinetto

Lo schema non è ancora perfezionato, ci sono difetti, più o meno evidenti, da correggere. La cupola troppo alta ad esempio. 

Fili di rafia naturale, divisi per renderli più sottili, lavorati con uncinetto n.3.

Il cappello rimane leggero e traforato.

 In un eventuale ulteriore campione eviterei la fascia a doppia maglia alta in cui è infilata la striscia di jeans, preferendole una fascia esterna in altro materiale. Questa fascia ho voluto metterla per riprendere il genere della borsa in rafia fatta lo scorso anno.
 La lavorazione all’uncinetto è con sola maglia bassa, ad eccezione della parte con doppia MA di cui dicevo sopra.

Una prima parte è lavorata con aumenti in tutti i giri per il cerchio superiore…

poi la lavorazione diventa cilindrica con alcuni aumenti distribuiti ogni 4-5 giri, quindi la forma in realtà è tronco-conica più che cilindrica.  

 Si riprende con gli aumenti ad ogni giro per la parte della tesa.

 Con l’ultimo giro lavorato con filato di cotone bianco volevo di nuovo riprendere il modello della borsa, poi ho preferito eliminarlo.

Una cosa da non fare è stirare la tesa (ma eviterei anche la cupola) perché con il calore e il vapore la rafia si ammorbidisce, inoltre i vari pareri richiesti hanno dato la preferenza al cappello ‘grezzo e accartocciato’.

Per riportarlo allo stato pre-stiro ho dovuto spuzzare amido, e non sono sicura che sarà sufficiente perché quando bagnato si irrigidisce, ma da asciutto si ammorbidisce di nuovo… ormai il danno è fatto e io ho imparato una cosa nuova.



anche per oggi

That’s all folks!

uncinetto: basco francese

  Avete presente quando iniziando a leggere un libro e non riuscite ad andare avanti per più di una pagina al giorno quando, ad un certo punto, entrate nel vivo del racconto e non riuscite più a smettere dimenticando tutto il resto? 
Questo è quanto accaduto durante la lavorazione di questo basco. Iniziato più di una settimana fa, all’inizio non riuscivo a lavorare che poche righe al giorno, ieri stavo appena a un terzo del lavoro ma in serata e questa mattina ho completato il tutto e per la foga di finire ho mangiato anche pasta scotta dimenticata lì a bollire.

Ho utilizzato la tecnica tapestry con filo principale grigio scuro e filo neutro per le nervature. Filato di lana Nuovo Irlanda della filatura di Tollegno, uncinetto n° 4.

Lo schema è semplice circolare a maglia bassa partendo da 6 maglie in un anello di filo; soliti aumenti in base 6… al secondo giro si raddoppia, al terzo si aumenta 1 ogni 2, al quarto 1 ogni 3 e così via; ho aggiunto il filo secondario a partire dal terzo giro.
Ho aggiunto un ulteriore aumento ogni 7 giri per 3 volte;  totale 27 giri nella prima parte di lavorazione in aumento.

Semplificando: 6>12>18>24>30>36>48>54>60>66>72>78>84>96>102>108>114>120>126>132>144> 150>156>162>168>174>180.

Seconda parte del lavoro: due giri semplici poi iniziano le diminuzioni con schema inverso a quello degli aumenti, si procede fino a raggiungere il diametro della propria testa (circa 18-20 giri per la misura 54) e si conclude con due giri semplici. Il diametro esterno arriva a misurare circa 29 cm.

Da notare che questa lana solitamente si lavora con uncinetto n° 5 o 6 ma io amo le lavorazioni compatte utilizzando spesso l’uncinetto di misura inferiore a quella indicata; lavorando con l’uncinetto più grande il lavoro risulterà più morbido e cambia anche il numero di giri necessari per raggiungere il giusto diametro.

Per il picciolo si lascia il capo iniziale del filo abbastanza lungo per poter lavorare 5-6 giri di 6 maglie basse da fare a fine lavoro e da agganciare al primo giro lavorato.

Un grazie per la disponibilità alla mia… irrequieta modella.

Amigurumi, videotutorial: La sfera

  In questo video tutorial vedrete come fare una pallina ad uncinetto. La pallina o sfera è una forma base per iniziare a realizzare degli amigurumi; da questo schema deriva anche la forma più allungata a cilindro o ad oliva per realizzare tutte le parti di un pupazzetto dalla testa al corpo alle gambe, basta aumentare il numero di giri al centro del lavoro. 

Per realizzare la sfera di diametro più grande si devono lavorare altri giri con gli aumenti. Nel primo si sono raddoppiati i punti, nel secondo si è fatto un aumento ogni due… nel terzo si dovrebbe fare un aumento ogni 3, poi ogni 4 ecc.

Saper realizzare la maglia bassa e bassissima ad uncinetto è l’unico requisito necessario, per avviare il lavoro non si utilizza la catenella ma l’anello di filo.


Arianna, questo video è per farti imparare i primi passi dell’uncinetto e delle tecniche amigurumi. Spero riuscirai a trovare il tempo per esercitarti nonostante i molti impegni scolastici ed extrascolastici.

borsa in rafia terza parte: le rifiniture


 Si inizia con la rifinitura del bordo superiore e dei manici con filato di cotone lavorato a maglia bassa, due maglie per ogni maglia di base. 


Si procede la realizzazione del punto festone nella fascia di jeans già infilata nella borsa, nei punti in cui il tessuto passa dietro le file di rafia si fissa sul retro delle maglie di rafia continuando poi a cucire il punto festone lungo i bordi del jeans, superiore e inferiore. 




Anche l’inizio e la fine della fascia vengono contornati dal punto festone ripiegando prima il tessuto agli angoli; si passa così da una fascia di altezza di 8 cm a un’altezza di 4 cm. I capi del jeans vengono poi cuciti insieme agli angoli.

Dal punto festone di capo e coda della fascia si inizia la lavorazione della maglia bassa ad uncinetto dapprima lavorando una maglia per ogni punto base e raddoppiando le maglie ad ogni giro per 3-4 giri al massimo (uncinetto iperbolico).




 Io sono arrivata a 5 giri ma con gli aumenti esponenziali le maglie diventano tantissime, è meglio limitarsi. In un ultimo giro ho lavorato le maglie ad arco come da questo schema: 1MB, 1MA, 1MA2 (doppia…), 1MA3, 1MA4, 1MA3, 1MA2, 1MA, 1MB, continuando a ripetere la sequenza fino alla fine del giro; poi un ultimo giro di maglia bassa utilizzando i fili di rafia.








Ad ogni tratto di punto festone del jeans (alternando superiore ed inferiore come un elica) ho lavorato, ancora con la tecnica dell’uncinetto iperbolico, tre file: nella prima un MB per ogni punto base, la seconda e la terza raddoppiando ogni maglia. Poi soliti lavori di fissare e tagliare i fili…
That’s all folks!

alla prossima

borsa in rafia parte seconda: la parte principale

Dopo aver preparato la base iniziamo la lavorazione del corpo principale della borsa. Servono poco meno di 3 matasse da 50 gr. di rafia. 

La lavorazione è semplice maglia bassa ad uncinetto; se volete unire i fili di rafia potete vedere come fare nel video che trovate nel post dell’ 11/06/14.

Nella base di jeans ho appuntato degli spilli sono i punti di riferimento per gli aumenti. Io ne ho fatti ogni 4 righe (1 riga aumenti, 3 righe semplici); aumenti più fitti o più radi cambieranno la svasatura.

Partire con gli aumenti fin dalla prima riga perché il punto festone è piuttosto largo, oppure fare una lavorazione molto lenta. Non ci sono regole, io sono partita senza uno schema e ancora adesso non so come terminerò il lavoro.

Per la lavorazione ho utilizzato uncinetto n° 3. E’ possibile utilizzare qualunque uncinetto, più sarà grande più la lavorazione risulterà traforata. La rafia è meno scorrevole dei filati di cotone o lana ma si riesce bene se non si tende troppo il filo.

I capi delle giunture vanno lavorati o tenuti all’interno del punto (dipende da quanto sono spessi o lunghi), a fine lavoro verranno tagliati tutti quelli che rimarranno sporgenti.

Dopo aver lavorato una trentina di righe a maglia bassa ho fatto una riga con maglia alta quadrupla lavorando 4 MA quadruple e 4 catenelle saltando 4 punti. Non avendo contato le maglie della base ho ottenuto una disposizione asimmetrica dei punti, ma poi si interviene a coprire questi errori con qualche accorgimento al momento delle rifiniture. Anche per questo giro è possibile cambiare lo schema dei punti, ad esempio lavorare 4 MA 4ple e 8 catenelle. Io non ho mai contato quante maglie stavo lavorando, se il numero non è divisibile ci si arrangia con una maglia, o una catenella,  in più o in meno.

Dopo la riga traforata ho ripreso a lavorare 6 righe di maglia bassa, la successiva ho fatto il taglio per i manici di 22 catenelle lavorando, simmetricamente, subito prima e subito dopo, 1 MA, 1 MA doppia, 1 MA tripla. E ancora maglia bassa per gli ultimi 5 giri.

Per il momento la striscia di jeans è infilata come prova ma di fondo l’idea è questa, ovviamente da sistemare e rifinire.





Attenzione la rafia non è un filo uniforme,  a volte la lavorazione sarà più sottile a volte più grossa, anche lo stesso numero di catenelle avrà lunghezze diverse, bisogna quindi regolarsi e adattarsi di volta in volta.

Nel prossimo passaggio, e credo ultimo per quanto riguarda questa borsa, rifiniture e decorazioni.



sottobicchieri all’uncinetto

    Eccovi alcuni centrini all’uncinetto di dimensione ridotta adatti ad essere utilizzati come sottobicchieri.

Generalmente non amo i centrini solo perché li vedo associati ai soprammobili che io chiamo ‘prendipolvere’, da questo termine si può facilmente dedurre che non ne capisco e apprezzo l’utilità, almeno per la gran parte di essi.

Però l’idea del sottobicchiere non mi dispiace, una volta utilizzato si ripone nel cassetto e vi rimane fino alla prossima occasione. 

E’ anche un modo per divertirsi con la lavorazione ad uncinetto e sfruttare l’enorme quantità di schemi che si possono reperire, basta semplicemente prenderne la parte iniziale fino ad arrivare a 8-10 cm di diametro e interrompere la lavorazione; oppure prendere spunto da parti di uno schema per comporne uno nuovo della giusta misura per il sottobicchiere.

Come ho avuto modo di dire molte volte il mio modo di lavorare ad uncinetto è piuttosto serrato, non ho bisogno quindi di inamidare per dare la rigidità al pizzo, che conserva così un po’ di morbidezza e al tempo stesso rimane sostenuto.

Questi delle foto sono stati realizzati proprio prendendo la parte iniziale dello schema di alcuni centrini molto più grandi.

toppa di pizzo sui jeans

  Quando un jeans mi piace e non riesco più a ritrovare un modello simile faccio una gran fatica a disfarmene, se si strappa cerco allora il modo di poterlo ancora utilizzare. Sono piena di jeans strappati e rattoppati dovevo quindi fare  qualcosa di diverso. Ho messo sempre una pezza di jeans all’interno dello strappo, sia per evitare che si lacerasse ulteriormente che per rinforzare il tessuto ormai consumato, poi ho coperto lo strappo con un pizzo all’uncinetto. Dopo aver preso la misura ho realizzato il pizzo senza uno schema preciso… una riga a maglia bassa, una riga a quadretti e poi archetti e pippiolini. 

rosa d’irlanda ad uncinetto: schema

 Molto versatili queste roselline ad uncinetto. Un gruppetto di roselline e qualche foglia possono già essere una decorazione d’effetto. Realizzate con filo grosso e dai colori vivaci per una decorazione su accessori spiritosi o per le decorazioni di mollette per capelli o abbigliamento delle bimbe. Con filato sottile e tinte tenui possono essere applicati come decorazione su abbigliamento o accessori eleganti.
Lo schema è semplice e si può variare in base al proprio gusto: con il punto basso al posto del punto alto il cerchio interno è più piccolo e la rosa più chiusa, meno catenelle iniziali per non avere il foro al centro…. Una volta imparato uno schema sta a voi provare le possibili variazioni.

– Iniziamo con 8 catenelle chiuse a cerchio;
– si lavorano 12 MA (maglie alte) è si chiude con una MBSS (maglia bassissima);
– una catenella iniziale sostituisce la MB più altre 4 catenelle e una MB sulla terza asola di base, si ripete fino ad avere 6 archetti, quindi le MB vanno una ogni due MA del giro precedente;
– su ogni archetto vanno lavorate 1 MB, 1 mezza MA, 1 MA, di nuovo 1 mezza MA, 1 MB;
– per il secondo giro di petali si lavorano una MB e 5 catenelle, le MB vanno agganciate sulle MB precedenti e gli archetti vanno sul retro del primo giro di petali;
– per il secondo giro di petali sugli archetti vanno lavorate 1 MB, 1 mezza MA, 1 MA, 1 MA doppia, e di nuovo 1 MA, 1 mezza MA, 1 MB;
– a questo punto si può fermare il filo e chiudere il lavoro oppure proseguire con un altro giro di petali aumentando di 1 le catenelle dell’archetto è inserendo nella lavorazione delle maglie un’altra MA doppia o una MA tripla secondo se preferite il petalo più tondeggiante o più appuntito.


fettuccia di jersey per la borsina estiva

  Vi ricordate le borsine pantheon in fettuccia? questa è dello stesso modello con delle varianti.
Il tessuto nido d’ape, anziché il jeans, e la rosa d’irlanda ad uncinetto sono le caratteristiche che la distinguono. Con questo tessuto è più leggera, sia fisicamente che esteticamente, più vivace e quindi adatta alla stagione estiva.

La fettuccia ricavata da una t-shirt in cotone è più leggera rispetto a quella dei gomitoli in commercio. Possiamo decidere la larghezza delle strisce; nel mio caso le ho tagliate da circa 1,5/2 cm, quelle in commercio solitamente sono da 3 cm e in jersey di cotone elasticizzato, un po’ più pesante del solo cotone. 

Rispetto al jeans questo tessuto è anche più facile da cucire, e se vi piace cucire a mano, le vostre dita ringrazieranno.

Per chiudere non ho utilizzato cordino elastico con bloccacordoncino ma una striscia della fettuccia utilizzata. Per il fiore qualunque tipo di cotone bianco da uncinetto va bene; le foglie, ricavate anch’esse dallo stesso tessuto utilizzato per la borsa, le ho prima tagliate poi cucite lungo il bordo con la stessa tecnica utilizzata per il tulipano di pannolenci per dare la forma concava.

Se, come me, avete il cassetto pieno di t-shirt promozionali di vecchio tipo, quelle a sacco che ci sguazzi dentro e decisamente poco femminili ecco un buon modo per liberarsene e guadagnarci un nuovo oggetto ecologico.

spillone con fiore nero e perline

Un nuovo spillone kilt con fiori imbottiti e perline.

E’ lo stesso modello di quella realizzata per la mantella in lana grigia ma questa è fatta con filato di cotone nero; è stato quindi utilizzato un nastrino di raso grigio chiaro per formare il fiore.
Lavorando con filato di cotone, con grossezza ( o titolo) diversa, il numero di giri lavorati per ottenere lo stesso diametro dei fiori in lana grossa, è maggiore. L’uncinetto utilizzato è il n.3, con il filato nero ho preferito una lavorazione più fitta ( ma è tipo di lavorazione che preferisco spesso…), si cerca così di evitare la vista o l’eventuale fuoriuscita dei pelucchi dell’ovattina bianca di imbottitura.