cesteria: portauovo rafia

   Un arte molto antica quella della cesteria, anteriore alla ceramica e alla tessitura, anzi probabilmente ne derivano.

I materiali per l’intreccio possono essere di diverso tipo e facilmente reperibili in campagna, nel proprio orto o giardino oltre quelli che  si trovano in commercio; il salice, la ginestra, l’edera, il biancospino, l’involucro delle pannocchie di granturco e molti altri ancora possiamo trovarli nel nostro paese, poi ci sono le fibre provenienti da altri paesi come l’africa, l’asia: foglie di banano, di palma, bambù ecc..


Sono vari i modi in cui poter intrecciare queste fibre. Quello utilizzato per il mio cestino ritengo sia uno dei più semplici: a spirale, con anima a vista e cucitura aperta.

Il materiale utilizzato per questo cestino è la rafia organica, con fili di lunghezza fra i 120 e 150 cm; come strumenti, un ago a cruna grossa (tipo quelli da lana) e un paio di forbici.

Il cestino singolo può essere utilizzato a tavola come portauovo, se l’uovo è decorato opportunamente diventa un simpatico segnaposto. Altro possibile utilizzo sempre come portauovo per la cucina unendoli insieme con dei supporti in fil di ferro, in legno o materiali di riciclo.

Nel video una sequenza di immagini spiega i passaggi principali.


Per ciò che non risulta chiaro chiedete nei commenti.

Grazie, 
Alla Prossima!