esercitarsi alla pazienza e al cucito a mano

    L’utilità della macchina da cucire è indubbia, quando poi ci troviamo obbligatoriamente a dover cucire qualcosa a mano, perché impossibile fare diversamente, ci troviamo a dover ricorrere a tutta la nostra pazienza; non solo cucire richiede tempo, ma ci saranno piccoli accorgimenti da utilizzare che abbiamo dimenticato e ci ritroveremo con il filo che si intreccia o con punti troppo irregolari ecc.; io amo le piccole imperfezioni date dalla cucitura a mano… ma non quelle troppo grossolane.







Un consiglio soltanto, per ora, calcolare la giusta quantità di filo per la cucitura che dobbiamo fare e aggiungere 15-20 cm in più, se la cucitura è molto lunga, o non sappiamo che quantità ci serve, prendere il capo del filo con una mano, tenere la spoletta con l’altra mano più o meno al centro del corpo, srotolare il filo per una lunghezza pari a tutta l’estensione del braccio che tiene il capo, poi raddoppiare questa misura. In questo modo il filo non sarà troppo lungo da doverlo tirare più volte per farlo uscire dal lavoro, si eviteranno più facilmente intrecci di filo che si si usurerà anche di meno, sì perché il filo, ogni volta che passa nel tessuto, si usura sempre lievemente, e diventando meno scorrevole si facilita la formazione di nodi e il probabile spezzarsi del filo.


Detto questo vi lascio a una serie di immagini di una borsa realizzata in feltro tipo pannolenci e lana cotta. 

Ho lavorato il filato wash filz-it ai ferri e infeltrito in lavatrice (restringimento circa 20-30% meno in larghezza e più in lunghezza).





 

















Tutte le cuciture sono state fatte a mano e, nonostante quanto premesso prima, ho in qualche caso fatto cuciture un po’ troppo grossolane poiché  protraendosi il lavoro mi è venuto un po’ a noia.

Le losanghe sono state realizzate con strisce di pannolenci da 1/1,5 cm circa, tagliate con forbici tagliacampioni, le foglie sono state decorate con una serie di punti semplici soprattutto perché, tirato al punto giusto, il filo le fa arricciare. I fiori e le palline sono in pasta polimerica, non realizzate appositamente ma ex elementi di una collana.  




Poiché manca la sequenza di foto della realizzazione della parte centrale in rosa (la più complessa a livello di composizione) non metto le spiegazioni di tutti i passaggi, prendete quindi il lavoro solo come suggerimento.


Chi volesse qualche informazione in più chiedere pure nei commenti o via mail.

That’s all folks!
Alla prossima.

borsa per bici, prototipo in pannolenci

Ho preparato questo modello di prova in pannolenci per stabilire le dimensioni ottimali per una borsa da bicicletta. Il pannolenci morbido non garantisce una lunga durata per un uso di questo tipo ma è un ottimo materiale per creare un modello ed eventualmente un ‘cartamodello’ di durata e usabilità maggiore rispetto alla carta; si può infatti appuntare al tessuto con degli spilli senza che si strappi per poi procedere con il taglio o per riportare il contorno sul tessuto definitivo.

La larghezza è di 30 cm, l’altezza 25 cm e 10 cm la fascia che poggia sul portapacchi o che poggia sulla canna della bici. Misura totale del panno per il retro è quindi 60×30 cm. Stessa misura per il davanti poiché non ho aggiunto i 10 cm (5+5) dello spessore delle due sacche; il pannolenci è morbido, le borse rimangono più sottili o più larghe in base a ciò che contengono. Per materiali più rigidi come il feltro da 3 cm è bene aggiungere questo spessore. Il fondo non è orizzontale ma tagliato obliquo 2/3 (20cm) a 10-15° e 1/3 (10cm) circa 30°; ma direi che lasciare 2/3 dritti e tagliare l’angolo a 45° è più semplice e pratico.

Moschettoni in plastica neri e nastro di gros grain nero h. 1,5 cm, ma sarebbe meglio utilizzare i nastri specifici per zaini di larghezza 2 cm e maggiore consistenza rispetto al gros grain.
Cucitura effettuata con punto festone e aggiunta successiva (non in foto) di taschini sopra le patte … per il cellulare, le chiavi ecc.

Per la versione definitiva sicuramente le patte saranno più corte e i moschettoni rimarranno più al centro, lo spessore maggiore per avere più capienza.


borsa in rafia parte seconda: la parte principale

Dopo aver preparato la base iniziamo la lavorazione del corpo principale della borsa. Servono poco meno di 3 matasse da 50 gr. di rafia. 

La lavorazione è semplice maglia bassa ad uncinetto; se volete unire i fili di rafia potete vedere come fare nel video che trovate nel post dell’ 11/06/14.

Nella base di jeans ho appuntato degli spilli sono i punti di riferimento per gli aumenti. Io ne ho fatti ogni 4 righe (1 riga aumenti, 3 righe semplici); aumenti più fitti o più radi cambieranno la svasatura.

Partire con gli aumenti fin dalla prima riga perché il punto festone è piuttosto largo, oppure fare una lavorazione molto lenta. Non ci sono regole, io sono partita senza uno schema e ancora adesso non so come terminerò il lavoro.

Per la lavorazione ho utilizzato uncinetto n° 3. E’ possibile utilizzare qualunque uncinetto, più sarà grande più la lavorazione risulterà traforata. La rafia è meno scorrevole dei filati di cotone o lana ma si riesce bene se non si tende troppo il filo.

I capi delle giunture vanno lavorati o tenuti all’interno del punto (dipende da quanto sono spessi o lunghi), a fine lavoro verranno tagliati tutti quelli che rimarranno sporgenti.

Dopo aver lavorato una trentina di righe a maglia bassa ho fatto una riga con maglia alta quadrupla lavorando 4 MA quadruple e 4 catenelle saltando 4 punti. Non avendo contato le maglie della base ho ottenuto una disposizione asimmetrica dei punti, ma poi si interviene a coprire questi errori con qualche accorgimento al momento delle rifiniture. Anche per questo giro è possibile cambiare lo schema dei punti, ad esempio lavorare 4 MA 4ple e 8 catenelle. Io non ho mai contato quante maglie stavo lavorando, se il numero non è divisibile ci si arrangia con una maglia, o una catenella,  in più o in meno.

Dopo la riga traforata ho ripreso a lavorare 6 righe di maglia bassa, la successiva ho fatto il taglio per i manici di 22 catenelle lavorando, simmetricamente, subito prima e subito dopo, 1 MA, 1 MA doppia, 1 MA tripla. E ancora maglia bassa per gli ultimi 5 giri.

Per il momento la striscia di jeans è infilata come prova ma di fondo l’idea è questa, ovviamente da sistemare e rifinire.





Attenzione la rafia non è un filo uniforme,  a volte la lavorazione sarà più sottile a volte più grossa, anche lo stesso numero di catenelle avrà lunghezze diverse, bisogna quindi regolarsi e adattarsi di volta in volta.

Nel prossimo passaggio, e credo ultimo per quanto riguarda questa borsa, rifiniture e decorazioni.



Borsa in rafia per l’estate. Parte prima: la base


  Non so ancora come sarà esattamente lo stile di questa borsa ma se alla fine sarà come da idea iniziale, azzarderei a inserirla nel genere bobo chic.

Al momento c’è un’idea di fondo che potrebbe cambiare se dovessi incontrare difficoltà a portarla avanti.

  Nelle foto i vari passaggi per la realizzazione della base. Come materiali ho utilizzato del jeans riciclato, un foglio in plastica del tipo da legatoria ( solo perché ne ho disponibili, in alternativa va bene qualunque tipo di foglio semirigido resistente che trovate o ancora utilizzare una base per borse già pronta), filo; altra attrezzatura da utilizzare sono un cartoncino e una matita, servono per preparare il cartamodello a forma ovale, bisogna piegarlo lungo le mediane (prima una poi l’altra) e disegnare, a mano libera o con il curvilinee, solo su uno dei quadranti poi basta piegare e ritagliare seguendo la linea, anche in questo caso prima una metà poi l’altra; si riporta il disegno sul semirigido e si ritaglia di nuovo. 

  Ottenuto l’ovale segniamo i punti in cui verranno fatti i fori a una distanza di circa 8 mm l’uno d’all’altro e dal bordo esterno, con una pinza per forare si fanno i buchi di almeno 3 mm. I passaggi successivi sono ben illustrati in foto: taglio del jeans (con un margine di mezzo centimetro in più rispetto al foglio), cucitura, inserimento della base, cucitura di chiusura e punto festone con filato di cotone grosso utilizzando l’ago adatto e bucando direttamente il jeans in corrispondenza dei fori del cartoncino.





fettuccia di jersey per la borsina estiva

  Vi ricordate le borsine pantheon in fettuccia? questa è dello stesso modello con delle varianti.
Il tessuto nido d’ape, anziché il jeans, e la rosa d’irlanda ad uncinetto sono le caratteristiche che la distinguono. Con questo tessuto è più leggera, sia fisicamente che esteticamente, più vivace e quindi adatta alla stagione estiva.

La fettuccia ricavata da una t-shirt in cotone è più leggera rispetto a quella dei gomitoli in commercio. Possiamo decidere la larghezza delle strisce; nel mio caso le ho tagliate da circa 1,5/2 cm, quelle in commercio solitamente sono da 3 cm e in jersey di cotone elasticizzato, un po’ più pesante del solo cotone. 

Rispetto al jeans questo tessuto è anche più facile da cucire, e se vi piace cucire a mano, le vostre dita ringrazieranno.

Per chiudere non ho utilizzato cordino elastico con bloccacordoncino ma una striscia della fettuccia utilizzata. Per il fiore qualunque tipo di cotone bianco da uncinetto va bene; le foglie, ricavate anch’esse dallo stesso tessuto utilizzato per la borsa, le ho prima tagliate poi cucite lungo il bordo con la stessa tecnica utilizzata per il tulipano di pannolenci per dare la forma concava.

Se, come me, avete il cassetto pieno di t-shirt promozionali di vecchio tipo, quelle a sacco che ci sguazzi dentro e decisamente poco femminili ecco un buon modo per liberarsene e guadagnarci un nuovo oggetto ecologico.

borsa e tovaglia in juta ricamata

  Sistemando il mio archivio foto ho ritrovato alcune immagini  di lavori mai pubblicati sul blog. Le foto sono buie e con una pessima risoluzione ma è l’unica testimonianza che mi resta di questi lavori. Spesso invece li ho regalati o venduti senza averli prima fotografati tanto che me ne dimentico ricordandoli solo quando mi capita di rivederli a casa di qualche amica.

Questi due oggetti sono una borsa shopping e una tovaglia, entrambe fatte con tessuto di juta ricamato, con filo muliné in varie sfumature di marroni e beige per la borsa, con filato da uncinetto panna per la tovaglia.