come prolungare la vita dei jeans elasticizzati

Qualche giorno fa leggevo, in un commento ad un articolo di un blog, dei jeans Liu-Jo elasticizzati, del fatto che dopo un po’ si consumano e si lacerano soprattutto dietro, in particolare sulla cucitura centrale. 

Mi rincuora sapere che non è dovuto solo al fatto che sono ingrassata perché ho anch’io un jeans Liu-jo elasticizzato che ormai si è consumato e, per evitare il rischio che mi lasci in mutande in senso letterale, da un po’ di tempo non indosso più. Ma oggi ho avuto un’ispirazione per poter indossare ancora questo jeans senza ricorrere alla solita toppa, interna o esterna, di cui ho già un ricco campionario nei miei vecchi jeans a cui non so rinunciare, e che, tra l’altro, non è facile da fare sui jeans elasticizzati.
I jeans elasticizzati in genere, non solo quelli Liu-Jo, soprattutto se leggeri, si consumano nei punti di maggior aderenza, quindi sedere e coscia anteriore; con il foto tutorial che segue vedrete come sistemare questi piccoli danni, e indossare il jeans almeno un’altra stagione. Il metodo è da utilizzarsi solo per le parti consumate e lacerate senza strappi aperti.
Ecco il mio jeans consumato …  e lacerato vicino alla cucitura.

 

 

 

 

Cos’è questa macchia nera informe?
 
E’ poliuretano termoadesivo, si usa per creare le scritte trasferibili per le t-shirt e potete trovarlo anche nel mio negozio cliccando sulla scritta in evidenza; sono avanzi, ritagli senza forma (perché io non butto via nulla di ciò che si può utilizzare in qualche modo) ma si possono tagliare secondo un disegno carino tipo cuoricino, fiorellino, o semplicemente ritagliando con maggior cura di quanto abbia fatto io per l’ansia di vedere se l’idea era fattibile; in realtà all’esterno non si vede nulla… ma perché non soddisfare i nostri occhi?

Veniamo al dunque. Se mettete il jeans controluce potete vedere dove il tessuto è più consumato, segnate la zona con un gessetto per avere un riferimento quando si andrà a lavorare sul tavolo.

 

Ritagliare un pezzo di PU della grandezza necessaria o un disegno che comunque copra l’intera zona segnata.

 

 

 

Spianare bene il tessuto almeno per un’area delle dimensioni della piastra del ferro da stiro, sovrapporre un pezzo di carta da forno e poggiare il ferro alla temperatura di circa 170° – lana – (si può dare anche un po’ di più per il jeans) per 15-20 secondi.

 

 Se non è perfettamente in piano il PU potrebbe non attaccarsi in alcuni punti, ma a questo inconveniente potremo rimediare sollevando il jeans e con la mano far toccare le zone che non hanno fatto presa direttamente alla piastra… mi raccomando proteggete la mano perché il calore passa facilmente su tessuto leggero.

Si può anche togliere la carta e poggiare ancora pochissimi secondi il ferro a diretto contatto con il PU ma ciò lo renderà lucido in alcuni punti (se sopra non c’è la sua pellicola da trasferimento).
A questo proposito devo precisare che normalmente il poliuretano è su pellicola termoresistente che va rimossa dopo l’applicazione, invece i miei ritagli sono il rimasuglio di scritte che avevo fatto e spellicolato quindi senza protezione sulla superficie.

 

 Questo è il risultato finale, non bellissimo, ma sono sicura che è funzionale. Vi potrò dare conferma tra qualche settimana dopo che l’avrò indossato e lavato.
 
La futura stiratura sarà da fare con cautela in questi punti per non far attaccare il PU anche all’altra parte del jeans, ma con la solita carta da forno si supera anche questo ostacolo.
 Ora vi mostro il risultato indossato e … ehm :$ … scusate le spalle…
 
 
Appuntamento alla prossima Ispirazione Eklektika.

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