salvadanaio decorato con pasta terracotta

  Una decorazione Country Chic per un salvadanaio in terracotta. Realizzata a quattro mani, mio il lato country, della mia amica Teresa il lato chic. 

Dei fili di pasta intrecciati a somiglianza del vimini e delle roselline sparse in alcuni punti strategici che danno equilibrio alla decorazione senza risultare ‘pesante’. In questa prima foto la decorazione è più scura ma, una volta asciutta, diventa come la base.






Tocco finale, delle sfumature dorate sui bordi dei petali e in alcune parti del rilievo, per dare luminosità e riflessi di luce; si può vedere nelle ultime foto

E’ stata utilizzata pasta terracotta DAS e pasta terracotta Maimeri. La pasta DAS è solida compatta e modellabile con le mani o con spatole è più scura quando ancora fresca e schiarisce quando asciutta; 

la pasta Maimeri si lavora a spatola o pennello, è utilizzabile come base su qualunque superficie per realizzare l’effetto terracotta o, come nel lavoro in foto utilizzata come collante per far aderire le parti modellate a mano al supporto, in questo caso il salvadanaio; è più chiara quando fresca e, al contrario della DAS, scurisce quando asciutta. 

Entrambe le paste da asciutte hanno la tonalità della terracotta.

Inizialmente volevo provare ad utilizzare soltanto la pasta Maimeri per la decorazione, per testarla e capirne consistenza e utilizzo, poi visto la consistenza piuttosto cremosa è stata utilizzata, in questo caso, soltanto come collante. Mi riprometto però un futuro utilizzo decorativo tridimensionale da realizzare, ad esempio, con gli strumenti per la decorazione delle torte: siringhe, sac a poche e beccucci di vario tipo.





Per qualunque domanda scrivete un commento o utilizzate il modulo contatti. Questo è tutto per ora, alla prossima. Buone Feste!

la tavolozza dei colori

Le scatole di colori… bellissime, quelle con 24 o 72 o molti più colori sono una meraviglia che siano pastelli, tempere o colori ad olio è sempre affascinante guardare tutte quelle sfumature e poterci dipingere. Ma sapete che potete creare  tantissimi colori partendo solo da alcuni colori di base? 
Immagino di si perché la teoria dei colori si impara fin dalle scuole elementari. Ma quello che abbiamo imparato a scuola non ci permette di ottenere alcuni colori avendo come base i colori che ci venivano indicati semplicemente come primari, cioè il giallo, il rosso e il blu. 

Per sapere qualcosa di più su questi colori vi invito a leggere su wikipedia la spiegazione sui colori primari e sulla teoria dei colori perché quello che voglio illustrare in questo post è solo come capire quali colori e in che quantità utilizzarne quando dobbiamo preparare un colore che non abbiamo fra i nostri vasetti e tubetti vari.

Quando, parecchi anni or sono :(, mi trovai a dipingere il famoso triangolo di colori primari contornato da colori secondari e dal cerchio con le varie sfumature ottenute aggiungendo proporzioni diverse di questi colori, ricordo che per il colore rosso usai due tonalità: il carminio e il vermiglione, uno per creare il viola e l’altro per l’arancio; inoltre con il blu e il giallo non riuscivo mai ad ottenere alcune tonalità di verde brillante.

Solo dopo diversi anni mi resi conto che in realtà i colori primari (della sintesi sottrattiva) migliori per ottenere tutti gli altri erano il Giallo, il Ciano (un Azzurro) e il Magenta (un Rosso che in realtà è più  un rosa). La stampante del computer utilizza appunto questi colori insieme al nero, e, come avete avuto modo di notare, si possono stampare foto coloratissime e molto ben definite.

Se non siete abituati a miscelare colori e non sapete quali colori usare per avere una particolare sfumatura di rosa, ad esempio il rosa pesca o il verde oliva ecc. vi insegno un trucco per capire che colori e in che quantità aiutandovi con un programma di disegno del computer. Io utilizzo GIMP, questo programma è simile a photoshop ma è un Opensource scaricabile gratuitamente; si può però anche usare un altro programma, l’importante è che nella tavolozza dei colori vi indichi i colori della scala CMYK ossia i colori che utilizza la stampante e non solo quelli della scala RGB (rosso, verde e blu: colori primari della sintesi additiva).
Detto questo non resta che passare alla pratica che potete vedere illustrata nelle immagini e si spiega in pochissime parole.

Nella prima immagine in alto vedete il nero, composto interamente con il …nero.
 In questa seconda immagine vedete che ho scelto un rosa cipria. Di questo colore vado a vedere i colori che utilizzerà la stampante per comporlo, 













nell’immagine non si legge bene, ma, in ordine dall’alto verso il basso ho CMYK che hanno rispettivamente come valori 0-25-44-9 la somma di questi valori è 78, poiché il bianco non è presente fra i colori della stampante dobbiamo considerare che la parte che manca per arrivare ad un totale di 200 è il bianco ossia 122. 

Facendo le dovute proporzioni… per il bianco ad esempio: 122:200=x:100 (se non vi ricordate come si fanno le proporzioni dividete,semplicemente i vari valori per 2); quindi per avere questo colore cipria dovremo usare il 61% di bianco, niente ciano, 12,5% di magenta, 22% di giallo e 4,5% di nero.

Altro esempio, per il rosso pieno vengono utilizzati giallo 100 e magenta 100, quindi in parti uguali (50% e 50%).














Con questo semplice stratagemma saprete come comporre moltissimi colori avendone a disposizione soltanto 5 (ciano, magenta, giallo, bianco e nero).

So che spesso è preferibile avere già il colore pronto perché ne abbiamo bisogno i grande quantità, ma ci sono casi in cui ci serve solo pochissimo colore di un certo tipo e non riusciamo a trovarlo o non ci siamo accorti che lo avevamo terminato mentre ci mancano solo alcuni ritocchi finali ad un lavoro…. insomma intanto io vi ho spiegato come fare, e sapete che se servirà potrete ricorrere a questo stratagemma.

Alla prossima!

berretto orecchie di gatto

  Utilizzare come base un berretto a maglia già pronto o realizzarne uno secondo il modello che più vi piace ma che sia adatto ad aggiungerci le appendici uditive feline. 

Lo schema delle orecchie è semplice basta utilizzare dei ferri a doppia punta, almeno 3 o 4, per la lavorazione in tondo; in alternativa si possono utilizzare degli uncinetti o altri ferri su cui passare temporaneamente le maglie, il procedimento diventa un po’ più laborioso ma si tratta di pochi giri di lavorazione e, tutto sommato, il tempo che si perde passando le maglie da uno supporto all’altro non è molto.

Questo berretto è stato lavorato a macchina per la parte della costa 2/2, successivamente passato sui ferri e lavorato a maglia rasata con 2 trecce davanti e dietro.



 Il modello è stato disegnato dalla stessa richiedente (nonché modella della foto… mia nipote). 

Lo schema: la lavorazione è circolare nella prima parte, poi il lavoro si divide in due fasi. L’avviamento è stato fatto ad uncinetto, passando poi le maglie sui ferri. 

Si avviano 6 maglie basse in un anello di filo, le maglie devono essere lavorate parzialmente (come con la tecnica dell’uncinetto tunisino) lasciando quindi sull’uncinetto le 6 maglie. 
Passando il lavoro sui ferri si lavora in circolo facendo aumenti continui; si raddoppia, da 6 a 12; si aumenta 1 m ogni 2, da 12 a 18; si aumenta 1 ogni 3, da 18 a 24; poi 1 ogni 5 ecc fino ad arrivare ad avere 54 maglie. 
A questo punto si lavorano solo metà delle maglie (27), un ferro dritto e uno al rovescio diminuendo una maglia a dx e una a sx ad ogni riga per 4 righe arriviamo ad avere 19 m. si riducono ora 2 m all’inizio e 1 alla fine della riga per 5 righe, alla fine rimangono 4 m che andremo a chiudere. 
Si fa la stessa lavorazione anche per l’altra metà delle maglie.

Fatto anche l’altro orecchio si cuce sul berretto seguendo il diametro centrale cercando di dare una leggera curvatura; perché siano più stabili è bene fare una specie di spicchio di luna con due file di cucitura. Si piega a metà e si cuciono i bordi.

Alla prossima!