carta riciclata fatta a mano

Una lunga sequenza di foto passo passo della produzione fai da te di carta fatta a mano utilizzando carta riciclata. Nel post del 25/10/13 le istruzioni per farsi da se anche il telaio.

 Dopo aver raccolto la carta da riciclare, di qualunque tipo ma preferibilmente non quella dei giornali patinata e ricca di foto, spezzettare la carta è un passaggio piuttosto faticoso che può essere evitato a meno che non lo facciate per scaricare un po’ di stress 

 Si possono immergere, nella bacinella colma di acqua (meglio calda ma va bene anche fredda),  i fogli interi e anche le buste delle lettere; se le buste hanno la finestra in plastica è più facile rimuoverla quando la carta è bagnata.


Quando i fogli interi si saranno bagnati si spezzetteranno dentro la bacinella molto facilmente e velocemente.
Lasciare a bagno la carta almeno una notte se si vuole lasciarla per più tempo è bene aggiungere qualche goccia di candeggina che eviterà la formazione di muffe.


Trascorso il tempo necessario a far macerare la carta, con un frullatore ad immersione si crea una poltiglia di carta abbastanza fine. Abbiamo la pasta per realizzare la carta riciclata.

 Sovrapponiamo al telaio con retina quello senza…


 e lo immergiamo nell’acqua leggermente smossa; io lo sto facendo con una sola mano perché contemporaneamente ho scattato la foto, ma voi fatelo prendendo il telaio con entrambe le mani. La pasta  si deve distribuire uniformemente nell’acqua. Quando l’acqua è ferma la pasta tende a depositarsi sul fondo. 



Per avere carta più sottile il telaio va immerso poco, più viene immerso il telaio e più il foglio verrà spesso. Lo spessore oltre che dal livello di immersione del telaio può variare anche in base alla densità dell’impasto. Man mano che si va avanti e la densità della pasta diminuirà  dovremo regolare,  a occhio, la quantità di pasta che faremo depositare sul telaio. 


 Lentamente, e tenendolo in orizzontale, si tira su il telaio,


Si fa scolare un po’ di acqua e si rimuove il telaio superiore.

 Il telaio viene inclinato leggermente per far colare ancora l’acqua in eccesso.

Per staccare il foglio di carta dal telaio io utilizzo della tela retina, su cui lo lascio anche durante l’asciugatura per conferirgli ruvidità. 


Facendo assorbire l’acqua della carta alla tela questa rimarrà leggermente attaccata, si potrà così girare il telaio facilmente. Questo va fatto sopra un asciugamano.

 Premere sulla rete del telaio per far assorbire dall’asciugamano gran parte dell’acqua del foglio e per assottigliarlo.


Prendendo un lato del telaio battere con alcuni colpetti leggeri e decisi il lato opposto sopra l’asciugamano. Ci si può fermare quando vedremo che almeno un angolo si è staccato. Staccare delicatamente il resto della tela, a volte basta soltanto continuare a sollevare il telaio. 

Ora si può stendere il foglio ad asciugare al sole un solo foglio o più fogli sovrapposti. Attenzione al vento.
Quando è abbastanza asciutto si può rimuovere la tela e il foglio è pronto.

borsa in rafia terza parte: le rifiniture


 Si inizia con la rifinitura del bordo superiore e dei manici con filato di cotone lavorato a maglia bassa, due maglie per ogni maglia di base. 


Si procede la realizzazione del punto festone nella fascia di jeans già infilata nella borsa, nei punti in cui il tessuto passa dietro le file di rafia si fissa sul retro delle maglie di rafia continuando poi a cucire il punto festone lungo i bordi del jeans, superiore e inferiore. 




Anche l’inizio e la fine della fascia vengono contornati dal punto festone ripiegando prima il tessuto agli angoli; si passa così da una fascia di altezza di 8 cm a un’altezza di 4 cm. I capi del jeans vengono poi cuciti insieme agli angoli.

Dal punto festone di capo e coda della fascia si inizia la lavorazione della maglia bassa ad uncinetto dapprima lavorando una maglia per ogni punto base e raddoppiando le maglie ad ogni giro per 3-4 giri al massimo (uncinetto iperbolico).




 Io sono arrivata a 5 giri ma con gli aumenti esponenziali le maglie diventano tantissime, è meglio limitarsi. In un ultimo giro ho lavorato le maglie ad arco come da questo schema: 1MB, 1MA, 1MA2 (doppia…), 1MA3, 1MA4, 1MA3, 1MA2, 1MA, 1MB, continuando a ripetere la sequenza fino alla fine del giro; poi un ultimo giro di maglia bassa utilizzando i fili di rafia.








Ad ogni tratto di punto festone del jeans (alternando superiore ed inferiore come un elica) ho lavorato, ancora con la tecnica dell’uncinetto iperbolico, tre file: nella prima un MB per ogni punto base, la seconda e la terza raddoppiando ogni maglia. Poi soliti lavori di fissare e tagliare i fili…
That’s all folks!

alla prossima